Newsletter Subscribe
Enter your email address below and subscribe to our newsletter
Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Un editoriale di Alfio Mirone sul valore degli ottant’anni di pace vissuti dall’Italia e sulla necessità di scegliere diplomazia, cultura e dialogo invece di una nuova corsa al riarmo. Un racconto civile che parte dall’identità italiana, dai borghi, dalla memoria e dalla responsabilità verso le future generazioni.

Un editoriale personale e civile sulla flottiglia diretta a Gaza, sul coraggio dei volontari e sulla necessità di difendere chi porta aiuti umanitari a un popolo stremato.

Una domanda semplice ma urgente: perché i miliardi si trovano per la guerra e non per lavoro, scuola e futuro? La risposta arriva dai giovani.

L’Italia eccelle nei talenti individuali, nello sport, nella scienza, nel lavoro e nella creatività. Ma quando serve fare squadra, troppo spesso si perde. Dalla Nazionale alla politica, questo editoriale riflette sul fallimento di un Paese che non sa trasformare il valore dei singoli in forza collettiva.

Quando la vita diventa un dettaglio, il potere perde il senso del limite. Un editoriale che usa la metafora della storia per riflettere sul presente, senza citare guerre né conflitti, ma interrogandosi su responsabilità, misura e umanità.

In questa Lettera dell’Editore, partendo da “Generale” di De Gregori, riflettiamo su un Natale diverso, attraversato da tensioni e parole che credevamo dimenticate. Una generazione cresciuta nella pace osserva un mondo che torna a parlare di armi, confini e riarmo. Un invito diretto a fermarsi, a ritrovare il senso vero della pace e della normalità che davamo per scontata.

Partendo da Food for Profit di Giulia Innocenzi, l’articolo riflette su uno Stato che finanzia le lobby e dimentica famiglie e giovani. Un Paese che invita a fare figli ma non li sostiene, mentre madri, padri e cittadini continuano a crescere i propri figli con dignità e sacrificio. Lo Stato deve tornare ad essere un padre per tutti.

Un editoriale tra satira e realtà: quando la politica diventa televendita e il potere indossa il sorriso del venditore.

Tutto nasce da un video, da un detto napoletano che colpisce dritto al cuore: “Si può vivere senza sapere perché, ma non si può vivere senza sapere per chi”. Da lì prende vita un editoriale che riflette sull’amore vero, sull’importanza di scegliere per chi viviamo davvero. Un messaggio umano, non ideologico, che invita a guardarsi dentro — anche (e soprattutto) chi ha il compito di guidare gli altri.
Una riflessione gentile, ma che potrebbe far rumore.

Oggi la politica sembra assomigliare sempre di più al mondo dei social: voti come follower, politici come influencer. Un’equazione che racconta il nostro tempo.

L’autrice Carmela La Rocca torna con il Capitolo 12 e un messaggio sincero ai lettori: scrivere col cuore a volte significa anche fermarsi e ripartire.

Israele, Gaza, Occidente: non è solo guerra, è complicità globale. Ma finché scriviamo, qualcosa può ancora cambiare. Un editoriale che scuote e illumina.