Ipazia e il Babaganoush: il 6 marzo Le Cannardizie accendono il Mediterraneo
Un calice rosato che racconta una donna libera dell’antichità.
Una crema di melanzane che profuma di brace e spezie.
Un’enoteca che trasforma la degustazione in racconto culturale.
Il 6 marzo, ad Atina, Venerdì Fusion torna da Enoteca Le Cannardizie con una serata che va oltre l’abbinamento tecnico. È un dialogo tra territori, identità e sensibilità gastronomiche. Questa volta, il filo conduttore è Ipazia, figura simbolica di intelligenza e indipendenza, e un piatto che arriva da Alessandria d’Egitto: il Babaganoush.
Enoteca Le Cannardizie
Il Babaganoush: una cucina di fuoco, pazienza e memoria
Il Babaganoush non è solo una crema di melanzane.
È una tecnica, un gesto, un profumo.
Le melanzane vengono arrostite fino a quando la buccia si scurisce e la polpa diventa cedevole, quasi affumicata. È proprio quel passaggio sulla fiamma viva a costruire la sua identità aromatica. Poi si lavora la polpa con tahina, limone, olio extravergine, aglio e spezie: un equilibrio tra grassezza, acidità e nota tostata.
Al palato è morbido, vellutato, con una leggera punta amaricante tipica della melanzana e una persistenza che richiama il sesamo e l’affumicatura. Non è un piatto aggressivo, ma ha carattere. È mediterraneo nel senso più ampio del termine: conviviale, condiviso, essenziale.
In questa serata, il Babaganoush diventa il ponte gastronomico tra la Ciociaria e l’Egitto, dimostrando che il Mediterraneo è una sola grande tavola.
Ipazia Rosato: eleganza e tensione nel calice
Ad accompagnare il piatto sarà il rosato Ipazia della Tenuta Filippi, un vino che già nel nome porta con sé un messaggio forte.
Caratteristiche organolettiche
Colore: rosa tenue brillante, con riflessi luminosi che richiamano la buccia della ciliegia appena matura.
Profumo: note di piccoli frutti rossi freschi (fragolina, lampone), accenni floreali delicati e una lieve sfumatura agrumata che dona verticalità.
Gusto: ingresso morbido, con buona freschezza e una sapidità equilibrata che sostiene la beva. Il finale è pulito, armonico, con una persistenza elegante che invita al sorso successivo.
È un rosato che non punta sull’eccesso aromatico ma sulla finezza. Ha struttura sufficiente per sostenere un piatto cremoso come il Babaganoush, ma mantiene quella freschezza necessaria a “ripulire” il palato dalla componente grassa della tahina e dell’olio.
Perché l’abbinamento funziona
L’affumicatura della melanzana trova nel rosato una controparte fresca e floreale.
La componente grassa viene alleggerita dall’acidità naturale del vino.
La leggera nota amaricante del piatto viene bilanciata dalla morbidezza del sorso.
Non è un abbinamento costruito per stupire con forzature, ma per creare armonia. Il risultato è un dialogo gustativo che sorprende proprio perché è naturale.
Venerdì Fusion: il gusto come linguaggio universale
Il format di Le Cannardizie continua a dimostrare che l’enogastronomia non è mai chiusa dentro i confini geografici. Ogni appuntamento è un viaggio: dalla Ciociaria al Giappone, dall’Ungheria all’Egitto.
Il 6 marzo, alle ore 19.30, Atina diventa crocevia di culture.
Un rosato dedicato a una donna che ha segnato la storia.
Un piatto simbolo di una tradizione antica.
Un pubblico che non viene solo per degustare, ma per comprendere.
E forse è proprio questo il senso più profondo della serata: scoprire che nel vino e nel cibo esiste sempre un racconto più grande, fatto di incontri, rispetto e curiosità.
Enoteca Le Cannardizie – Via Vittorio Emanuele 32/34, Atina (FR)
6 marzo – ore 19.30
Prenotare è consigliato.
Perché certe serate non si limitano ad essere assaggiate: si vivono.