Polpette di mare e terra
Cucina antispreco consapevole
La cucina italiana, patrimonio dell’umanità
Piatti come questo raccontano il cuore più autentico della cucina italiana: la capacità di dare valore a ciò che resta, trasformando il recupero in creatività. È anche attraverso la cucina antispreco, fatta di gesti antichi e intelligenza domestica, che la cucina italiana continua a essere riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO.
Un patrimonio vivo, che non si conserva nei libri, ma si rinnova ogni giorno nelle cucine, quando rispetto, tecnica e territorio diventano un unico linguaggio.
Queste Polpette di mare e terra sono un perfetto esempio di cucina antispreco consapevole, capace di trasformare gli avanzi del cenone di Capodanno in una creazione elegante, completa e profondamente italiana. Pane raffermo, lenticchie cotte e polpo diventano protagonisti di un piatto che unisce mare e terra, memoria e tecnica, semplicità e visione contemporanea.
Nulla si butta, tutto si rigenera: è qui che la cucina quotidiana incontra l’alta cucina e si fa cultura.
Polpette di mare e terra
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– cultura, identità e valore universale del cibo.
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– tradizione, tecnica e piacere consapevole.
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– quando il cibo diventa racconto e memoria.
- Per il polpo
- 1 polpo medio
- Olio extravergine d’oliva
- Sale
- Per le polpette di pane
- Pane raffermo mollica
- Latte per ammollo
- 1 uovo
- Parmigiano grattugiato
- Erba cipollina
- Sale e pepe
- Provola a cubetti
- Pangrattato
- Per la salsa rossa
- ’Nduja
- Latte di cocco
- Per la salsa verde
- Spinacini freschi
- Olio extravergine d’oliva
- Sale
- Amido di mais
- Per la base
- Lenticchie cotte
Polpo
Fai bollire il polpo in acqua senza aggiungere sale fino a quando risulta tenero. Lascialo intiepidire, poi separa i tentacoli e passali su una piastra rovente con un filo di olio extravergine d’oliva, rosolandoli su tutti i lati. Sala leggermente.
Polpette di pane
Metti la mollica di pane in una ciotola con il latte e lasciala riposare per circa 10 minuti. Strizza bene il pane e uniscilo all’uovo, al parmigiano, al sale, al pepe e all’erba cipollina tritata. Lavora il composto fino a renderlo omogeneo, forma delle palline e inserisci al centro un cubetto di provola. Passa le polpette nel pangrattato e friggile in olio caldo fino a doratura.
Salsa alla ’nduja
Sciogli la ’nduja nel latte caldo (meglio se di cocco per una nota più morbida), quindi filtra la salsa per ottenere una consistenza liscia.
Salsa di spinaci
Sbollenta gli spinacini per pochissimi minuti in acqua bollente, poi trasferiscili subito in acqua e ghiaccio per fissare il colore. Asciugali bene e frullali con olio extravergine d’oliva e sale. Filtra e addensa leggermente con amido di mais.
Impiattamento
Crea una corona di lenticchie sul fondo del piatto. Alterna sopra i pezzi di polpo piastrato e le polpette di pane ancora calde. Completa con gocce di salsa alla ’nduja e di salsa verde agli spinaci, giocando con colori e consistenze.
Un piatto che dimostra come la cucina antispreco, quando è guidata da sensibilità e tecnica, non sia una rinuncia ma un atto creativo. Qui il recupero diventa bellezza, e la tradizione si rinnova nel presente.