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Scopri la ricetta autentica dei pici al ragù di rigaglie di pollo, dettata dall’oste Aldo in Toscana: un piatto povero che racconta la tradizione.
Pici al ragù di rigaglie di pollo
L’estate sta volgendo al termine e, come ogni anno, il viaggio porta con sé ricordi che sanno di terre diverse e incontri speciali. Dodici mesi fa attraversavo mezza Europa, rincorrendo città, cucine e tradizioni lontane, ma questa volta ho scelto di rallentare, di vivere l’Italia con passo più lento, lasciandomi sorprendere da ciò che già conosciamo ma che spesso dimentichiamo di valorizzare.
Così, proprio ieri, mi sono fermato in Toscana. In un’osteria autentica, tra legno consumato e fiaschi di vino appesi alle travi, l’oste mi ha sorriso e mi ha detto: “Qui si mangia come una volta, senza fretta e senza fronzoli. Ti preparo i pici con le rigaglie di pollo, un piatto che racconta la nostra terra più di mille parole”.
Ed eccolo, il piatto che da mesi spopola sul nostro sito, tra i più cliccati e ricercati: un ragù povero, fatto di frattaglie di pollo – cuori, fegatini, duroni – che incontra la pasta rustica, spessa e ruvida, capace di raccogliere ogni goccia di sugo. Una ricetta che unisce le radici romane della tradizione contadina a quelle toscane, dove i pici hanno sempre rappresentato il simbolo della cucina di casa, semplice e schietta.
Mentre assaggiavo quel piatto, Aldo – l’oste dal grembiule infarinato e dal sorriso largo – mi ha guardato e, con il suo accento toscano, ha detto: “Bada bene: la cucina un s’ha da fa’ con la fretta… qui ci vole amore e pazienza, sennò ‘un sa di nulla”.
Poi, ridendo, ha aggiunto: “Ora scrivila bene questa ricetta, così la porti con te e la racconti a chi ti legge”. Ed è stato proprio sotto la sua dettatura che ho riportato qui i passaggi dei pici al ragù di rigaglie di pollo, un piatto che profuma di storia, di convivialità e di quel calore che solo le osterie italiane sanno regalare.
