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L’Italia eccelle nei talenti individuali, nello sport, nella scienza, nel lavoro e nella creatività. Ma quando serve fare squadra, troppo spesso si perde. Dalla Nazionale alla politica, questo editoriale riflette sul fallimento di un Paese che non sa trasformare il valore dei singoli in forza collettiva.

Tutto nasce da un video, da un detto napoletano che colpisce dritto al cuore: “Si può vivere senza sapere perché, ma non si può vivere senza sapere per chi”. Da lì prende vita un editoriale che riflette sull’amore vero, sull’importanza di scegliere per chi viviamo davvero. Un messaggio umano, non ideologico, che invita a guardarsi dentro — anche (e soprattutto) chi ha il compito di guidare gli altri.
Una riflessione gentile, ma che potrebbe far rumore.

Oggi la politica sembra assomigliare sempre di più al mondo dei social: voti come follower, politici come influencer. Un’equazione che racconta il nostro tempo.

Un editoriale diretto sul referendum, il quorum, il voto e la cittadinanza: chi diserta la democrazia non la merita. E non tutti dovrebbero avere il passaporto.

Se il politico vuole fare il manager dell’Italia, dovrebbe aprire un’azienda e smettere di trattare i cittadini come dipendenti senza diritti.

Un editoriale che condanna la violenza e invita al rispetto, anche verso chi governa. Difendere la pace significa rifiutare ogni forma di odio, verbale o fisico.