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Pasta alla genovese

La Genovese Napoletana

La genovese napoletana è uno dei piatti più identitari della cucina campana. In questa versione, Stella del Morrone propone la ricetta originale per il pranzo di Pasqua, fatta di cipolle, carne e lunga cottura.

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Genovese napoletana ricetta originale

La Genovese Napoletana

Il tempo che diventa sugo, anche a Pasqua

Una domenica a Napoli non ha fretta.
Le persiane socchiuse, il profumo che sale dai vicoli, le pentole che borbottano per ore. È lì che io, in un weekend con Gianni titolare di LA CAR di Patrica, ha incontrato uno dei piatti più identitari della cucina partenopea: la Genovese.

In uno dei ristoranti storici della città — di quelli dove la cucina è ancora racconto orale — ho osservato, chiesto, sorriso. E con la mia naturale simpatia sono riuscita a farmi raccontare la ricetta autentica, quella vera, senza scorciatoie.

Tornata a casa, ho deciso di proporla proprio per il pranzo di Pasqua.

Una scelta che sorprende, ma che ha senso: la Genovese è un piatto da famiglia, da tavola lunga, da attesa condivisa. È cipolla che si scioglie lentamente, carne che cede, tempo che costruisce profondità. È un primo importante, che riempie la casa di profumo e la tavola di silenzi soddisfatti.

Non è un’alternativa “leggera”.
È un’alternativa piena.

Perché la tradizione non è statica: viaggia.
E quest’anno, per Pasqua, viaggia da Napoli fino a noi.

Genovese napoletana ricetta originale

Pasta alla genovese

Pasta alla genovese

La Genovese è un piatto da famiglia, da tavola lunga, da attesa condivisa. È cipolla che si scioglie lentamente, carne che cede, tempo che costruisce profondità. È un primo importante, che riempie la casa di profumo e la tavola di silenzi soddisfatti. Non è un’alternativa “leggera”. È un’alternativa piena. Perché la tradizione non è statica: viaggia. E quest’anno, per Pasqua, viaggia da Napoli fino a noi.
Porzioni: 6 persone
Portata: primi
Cucina: Cucina napoletana

Ingredienti
  

  • 500 g di ziti spezzati o candele spezzate
  • 1 kg di cipolle dorate meglio se ramate
  • 600 g di carne di primo taglio muscolo di *annecchia o cappello del prete
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale
  • Pepe
  • Pecorino o Parmigiano grattugiato

Method
 

  1. Il taglio delle cipolle
  2. Affettare sottilmente le cipolle. Non devono essere tritate: devono sciogliersi lentamente.
  3. La base
  4. In una casseruola capiente dal fondo spesso versare un generoso filo di olio evo.
  5. Aggiungere la carota e il sedano tritati finemente.
  6. Unire la carne intera o in pezzi grandi. Rosolare dolcemente su tutti i lati.
  7. Le cipolle
  8. Aggiungere tutte le cipolle sopra la carne. Sembreranno troppe. È giusto così.
  9. Salare leggermente, coprire e lasciare cuocere a fuoco bassissimo.
  10. Le cipolle devono appassire lentamente, senza bruciare.
  11. Il vino
  12. Quando il fondo inizia a rilasciare liquido, sfumare con il vino bianco e lasciare evaporare.
  13. La lunga attesa
  14. Proseguire la cottura per almeno 2 ore e mezza / 3 ore a fuoco dolcissimo.
  15. La cipolla deve trasformarsi in una crema ambrata. La carne deve diventare tenerissima.
  16. Non si aggiunge pomodoro.
  17. La Genovese autentica è bianca.
  18. Se necessario, aggiungere pochissima acqua calda durante la cottura.
  19. La pasta
  20. Lessare gli ziti in abbondante acqua salata.
  21. Scolarli al dente e saltarli nel sugo, eventualmente sfilacciando parte della carne nel condimento.
  22. Servire con abbondante formaggio grattugiato e una macinata di pepe.
  23. La carne può essere servita a parte come secondo.

Note

Il segreto
La Genovese non si cucina.
Si aspetta.
Il fuoco deve essere minimo. La cipolla non deve mai colorire troppo presto.
Se prende colore in anticipo, il sapore cambia.
È un piatto che insegna la pazienza.
Ed è forse per questo che, a Napoli, la domenica ha un profumo diverso.

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Alfio Mirone
Alfio Mirone
Articoli: 1846

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