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Magia sotto le stelle: L’Iliade di Mimmo Cuticchio incanta a Castel Sant’Angelo
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Sotto il cielo stellato di Roma, dove storia e arte si fondono in un unico respiro, Mimmo Cuticchio ha trasformato Castel Sant’Angelo in un palcoscenico di epiche emozioni. Una serata che ha risuonato di antiche storie, accompagnata dalla bellezza senza tempo dei Pupi siciliani.
Ieri 27 agosto 2024, ho avuto la possibilità di assistere allo straordinario spettacolo “L’Iliade o sia il riscatto di Priamo” del maestro Mimmo Cuticchio. Una serata che non solo ha toccato corde profonde, ma ha anche riportato alla luce i ricordi della mia infanzia siciliana, fatta di racconti e storie tramandate dai miei genitori. Ormai adottato dal continente, mi è sembrato di rivivere quei giorni lontani, avvolto dalle tradizioni e dalle voci che animavano la mia terra.
Sin dalle prime battute, ha saputo creare una connessione diretta con il pubblico. Salendo sul palco, ha iniziato un dialogo in dialetto siciliano con parole cariche di emozione. Io ho riassunto e tradotte nel mio catanese spartano (pur essendo il maestro palermitano) e spero che nessuno me ne voglia:
“Carusi, chista è a storia da genti di Troia, china di battagghi, gloria e… puru quarchi duluri ‘i panza! Si cunta ca u poviru re Priamu, doppu aviri pirdutu tuttu (puru i ciabatti, forsi!), si truvò ‘nta na situazioni accussì disperata ca mancu u so cani ci cridìa cchiù. Ma sapiti chi fici? Si rimboccò i manichi, o megghiu, a curona, e dicidìu di fari quarchi cosa ca nuddu avissi mai pinsatu: sfidari i cchiù forti guerreri di li Greci pi purtari a casa u corpu du so amatu figghiu Ettori. Na bedda sfida, eh? Ma chista nun era na battagghia di vinniri cu spadi e scudi, no no! Era na battagghia du cori… e u cori, si sapi, è cchiù forti di ogni spata!“

Con queste parole, ha introdotto il pubblico alla storia di Priamo, il re di Troia, dipingendo non solo la potenza dell’epica omerica, ma anche il lato umano e universale del suo racconto. La serata è stata un vero trionfo della cultura siciliana, con i pupi che, sotto le stelle, prendevano vita in un dialogo perfetto tra tradizione e modernità. Mimmo, con il suo discorso iniziale, ha creato un’atmosfera di intima complicità, quasi a ricordarmi le storie di casa. Insieme a suo figlio Giacomo, che ha curato la colonna sonora con strumenti antichi e moderni, hanno dato forma a un racconto epico che ha saputo coinvolgere tutti, dai più esperti ai curiosi.
La musica composta da Giacomo Cuticchio ha aggiunto una magia unica allo spettacolo. Iniziata con l’eleganza dell’arpa, seguita dal violoncello che ha dato profondità emotiva, la colonna sonora è poi esplosa con l’intera orchestra: violino, flauto, sassofono, xilofono e percussioni, che hanno saputo accompagnare perfettamente i momenti salienti della rappresentazione. Una musica che, senza esagerare, ha contribuito a rendere ogni scena ancora più vibrante.
A fine serata, ho avuto la fortuna di scambiare qualche parola con il maestro, con la dedica sulla cartolina della sua compagnia, un momento che custodirò con affetto, un gesto semplice ma carico di significato. In quell’istante, gli ho promesso che entro l’anno farò visita a Palermo, ai laboratori dei Figli d’Arte Cuticchio, dove la magia del teatro dei pupi si respira in ogni angolo. È un luogo che consiglio a chiunque voglia immergersi in questo mondo incantato, un viaggio che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita.

Vorrei anche ringraziare di cuore Anna Selvi, la curatrice di questa lunga rassegna, che mi ha abituato a momenti estivi di pura bellezza, offrendomi l’opportunità di esprimere, attraverso le mie parole, le emozioni che spettacoli come quello di Cuticchio riescono a trasmettere. Grazie a lei, posso raccontare con sincerità e passione come l’arte, in tutte le sue forme, mi tocchi profondamente, offrendo spunti di riflessione.
Ma per scoprire davvero tutte le sfumature di questo capolavoro, vi invito a leggere l’approfondimento nel prossimo numero di D’O autunno 024 in uscita a metà ottobre, dove racconterò nel dettaglio il fascino di questa serata e il suo viaggio emozionale.
Immagini esclusive fornite da Nisus Film