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Nel cuore del Rione Sanità, Napoli mostra una delle sue energie più luminose: quella capace di trasformare ferite sociali in percorsi di crescita, musica, cultura e cittadinanza. L’articolo racconta l’esperienza della Sanitansamble, orchestra giovanile nata nel 2008, e della Cooperativa La Paranza, due esempi concreti di rigenerazione urbana, inclusione sociale e riscatto collettivo. Una storia dove i giovani scelgono di cambiare la città restando dentro il proprio quartiere, restituendo alla Sanità il valore di laboratorio umano, culturale e turistico.
Napoli che fabbrica futuro
Fausto ha scelto di raccontare la Sanitansamble con quella sensibilità rara che appartiene a chi sa guardare oltre la superficie delle cose. Dentro il suo testo non c’è soltanto la cronaca di un progetto musicale nato nel Rione Sanità di Napoli. C’è il racconto di una possibilità concreta: quella di trasformare un quartiere ferito in un luogo capace di educare, accogliere, formare, emozionare.
Per chi ancora non conosce la Sanitansamble, vale la pena fermarsi un istante. È un’orchestra giovanile nata nel 2008, cresciuta dentro un territorio complesso, dove la musica è diventata linguaggio comune, disciplina, ascolto, riscatto. Ragazzi, maestri, famiglie, comunità: tutti dentro lo stesso spartito umano, dove ogni nota prova a indicare una strada diversa dalla marginalità, dalla povertà educativa, dalla solitudine.
Accanto a questa esperienza, Fausto ci accompagna anche dentro il lavoro della Cooperativa La Paranza, altro esempio luminoso di rigenerazione urbana e sociale. Giovani guide, radici profonde, cultura, turismo, appartenenza: la scelta coraggiosa di restare nel proprio quartiere per cambiarlo dall’interno.
Questo articolo merita spazio perché parla di Napoli senza consumarne il mito, senza ridurla a cartolina o ferita. Racconta una città che costruisce futuro attraverso la bellezza, la musica, la responsabilità collettiva.
Ed è proprio qui che la sensibilità di Fausto diventa preziosa: nella capacità di riconoscere, dentro una storia locale, una lezione universale. Dove un ragazzo impara a suonare, spesso una comunità intera ricomincia a respirare.
Alfio Mirone
Direttore Ciociaria&Cucina
leggi l’articolo “Napoli-barcellona” di fausto russo
Napoli che fabbrica futuro
“Ai morti colpevoli. Alla loro innocenza”. È la dedica di Saviano ai bambini della paranza, quella tecnica di pesca che si attua lanciando grossi fasci di luce in acqua, così da abbagliare i pesci e farli dirigere dove poi verranno catturati.
Come i pesci, quei ragazzini, morti al termine delle loro azioni criminali, sono stati abbagliati da modelli di potere che trovano ancora tanto più spazio, quanto più si avverte la disperazione di non potere e di non sapere scegliere strade alternative al crimine. Strade senza ritorno, dove la fine, scontata, è morire ammazzati o finire in galera.
Di fronte ad un tale scenario, le sole azioni repressive, pur necessarie, si rivelano decisamente inefficaci ed incomplete, se non accompagnate, o meglio precedute, da una cultura che promuova la crescita personale, il sapere, l’empatia, la giustizia sociale, l’alterità, la bellezza.
Notevole anche il ruolo dell’associazionismo, fenomeno anticamente presente, che sta oggi sviluppando connessioni più estese e ramificate. E che fa nascere spazi di aggregazione connotati come veri e propri laboratori di saperi, in territori spesso associati a storie di degrado e marginalità.
Un esempio di questo genere è oggi la Sanità, quartiere rinato grazie alla crescita collettiva dei suoi abitanti, tanto da rappresentare un modello studiato alla Bocconi e premiato dall’Unione Europea.
Capace di produrre energia, creatività, meraviglia, senza rinunciare alla sua identità, la Sanità riesce ad impiegare le tradizioni e le bellezze per diventare un laboratorio per l’intera città di Napoli, allo stesso modo di come Napoli lo è per l’Italia.
Nasce qui, nel 2008, la Sanitansamble, orchestra giovanile a carattere regionale, promossa da un movimento spontaneo di base, forte di desiderio di riscatto e di voglia di rinascita. Ispirata ad un progetto di didattica condivisa, con la presenza di maestri e genitori ugualmente partecipi. Il movimento ha subito esercitato un forte potere attrattivo ed è poi riuscito a fare aggregazione e ad incidere significativamente nella maturazione delle coscienze e nella promozione di cittadinanza attiva.
Il modello didattico a cui l’esperienza si è ispirata è stato quello di inclusione sociale di “El Sistema”, ideato negli anni’80 dal pedagogista musicale venezuelano Abreu, che è riuscito a sottrarre alla miseria materiale e culturale, ed in ultima analisi alla criminalità, più di 200.000 ragazzi.
L’orchestra, fin dal suo nascere ha trovato come indiscusso riferimento la figura intraprendente e visionaria di Don Antonio Loffredo, parroco della Basilica di S. Vincenzo, promotore di un’idea di comunità creativa, inclusiva, solidale, contro i rischi giovanili di traiettorie di vita pericolose e a rischio marginalità.
L’orchestra, sotto la guida di 14 Maestri, tra cui Maurizio Baratta e Paolo Acunzo, attuale Direttore, ha oggi raggiunto un eccellente livello di crescita artistica, tanto da vantare una collaborazione con l’orchestra tedesca di Dresda, una esibizione al teatro San Carlo di Napoli, nonché partecipazioni a qualificati programmi televisivi nazionali.
Significative le parole di un giovane, colte durante una delle prove orchestrali: “la musica ti porta a cambiare in modo buono nel carattere e nei comportamenti, così, anche la luce più fragile può rivelare la bellezza del mondo.’’
L’esperienza della Sanitansamble si accompagna ad altri progetti di rigenerazione urbana, come quelli che porta avanti la Cooperativa La Paranza, composta da ragazzi formatisi come guide turistiche che, fortemente radicati nel territorio, hanno deciso nella loro vita non di cambiare città, ma di cambiare la città.
La Paranza rappresenta, oggi, un modello innovativo di impresa sociale che, negli ultimi anni, ha trasformato il quartiere e ha permesso di contrastare l’illegalità, l’indigenza e la povertà educativa. La Sanità è oggi un laboratorio antropologico a cielo aperto, un luogo che ti fa imparare a stare con le persone, dove la storia millenaria si intreccia con una cultura popolare vibrante e capace di produrre inclusione sociale, rafforzare un sano senso identitario di appartenenza alla comunità, diventare attraente meta turistico-culturale.
È vero che vivere in una realtà difficile permette un contatto più diretto e speciale con l’arte. Le realtà più fragili e problematiche sono, di solito, più capaci di rivelare la bellezza del mondo: si è sempre più recettivi, naturalmente protesi a vedere oltre i propri limiti e più dotati di inventiva, disposti a praticare pensieri, sentimenti e percorsi sperimentali.
E la Sanità, forse più di ogni altro quartiere, diventa metafora di Napoli, delle sue intuizioni e della sua capacità di saper far comunicare i corpi separati.