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L’editoriale celebra Gianni, l’opera di Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani che dal teatro al podcast ha conquistato pubblico e critica. Vincitore del Premio Scenario 2015, oggi trionfa agli Italian Podcast Awards 2025 con tre premi: miglior podcast di narrazione indipendente, miglior scrittura e miglior podcast indipendente dell’anno. Un racconto intimo, vero, profondo. Se ancora non lo avete ascoltato, fatelo: è un viaggio emotivo che vi toccherà nel profondo.

Una lettera sull’importanza del lavoro, ispirata dall’articolo di Paola Pisano. Un invito a difendere la dignità e le passioni di chi resiste ogni giorno.

In questo editoriale parlo di teatro e gratitudine, attraverso uno spettacolo che commuove e fa riflettere sul valore umano, la memoria e la solidarietà.

Il nuovo Papa, Leone XIV, lancia un messaggio di pace disarmata. Un editoriale tra speranza e sarcasmo sull’arroganza di chi sogna guerre e potere.

In cento giorni Trump ha mostrato l’arroganza del potere. Un editoriale per riflettere sul silenzio complice e sulla crisi della democrazia.

Un editoriale che celebra il lavoro, il gusto e l’autenticità. Il numero di maggio di Ciociaria&Cucina profuma di passione e bellezza vera.

Il Parlamento Europeo vuole portare l’addestramento militare nelle università. Ma educare alla guerra non è il futuro: è la sconfitta della pace.

Nel nostro nuovo editoriale denunciamo l’improvvisazione sul Made in Italy e invitiamo a Mantova per riscoprire il valore della conoscenza enogastronomica.

L’editoriale celebra Papa Francesco come uomo degli ultimi, vicino a poveri, migranti, carcerati e popoli oppressi. Una voce scomoda, umana, coraggiosa.

L’ex campionessa Federica Pellegrini bacchetta Sinner sul caso Clostebol. Ma davvero serviva? Un editoriale tra ironia, sport e riflessioni velenose.

Dopo aver visto un video di bambini a Gaza che cantano Bella ciao, l’editoriale cambia direzione: una riflessione toccante sulla guerra, sull’ipocrisia del mondo e sul diritto all’infanzia e alla pace.

Un editoriale che denuncia la disattenzione verso l’istruzione e la ricerca, in Italia e nel mondo. Senza investimenti nel sapere, il futuro sarà in mano a chi ha creduto nella conoscenza.