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Una corrispondenza intensa e toccante tra Oksana e Alexey, fratelli separati dalla guerra. Attraverso le loro lettere, emergono i ricordi dell'infanzia, il valore della pace, e la speranza di un futuro migliore. Oksana, lontana in Italia, racconta l'atmosfera natalizia e il senso dell'attesa, mentre Alexey, al fronte, condivide la forza che trova nei ricordi e nei legami familiari. Un racconto che parla di amore, resilienza e del desiderio di ritrovarsi.
Lettera a Kiev
” Mio adorato Alexey, l’Autunno è ormai inoltrato e qui, in Italia, il Natale sembra arrivare molto presto. Le vetrine sono già decorate e nei supermercati panettoni e torroni fanno già bella mostra di sé sugli scaffali. La signora che mi ospita mi racconta che ogni anno le festività iniziano prima, che le persone hanno voglia di festeggiare per evadere dalla quotidianità e i commercianti ne approfittano per concludere qualche buon affare.
Però, forse si sta perdendo il senso dell’attesa, quella sottile emozione che accompagna la venuta di qualcosa – o di qualcuno – che è così importante. Ho assaggiato questi dolci, sono buoni e profumano di semplicità e spezie. Una lacrima è scesa pensando a quando preparavo la kutya per noi la vigilia di Natale e l’odore di miele, papavero e frutta secca si spargeva per la casa.
Cerco di accendere una luce dentro di me ma non è facile e, quando le festività saranno terminate, tutto rientrerà nel suo naturale grigiore invernale, insieme al mio cuore che non vede più la luce da quando sono partita lasciandoti lì. Mi chiedo come vanno le cose al fronte, mentre insegno ai bambini il valore della Pace e della Fratellanza. Mi chiedo se ci saranno altri Natali a casa, con te, senza più esplosioni e terrore. E non so darmi risposta. Perché gli esseri umani non sanno vedere quanto il mondo sarebbe bello, se solo avessero occhi puri per guardarlo, come quelli di questi bimbi? Perché non capiscono che ogni popolo, ogni terra ha doni stupendi che bastano per essere felici senza desiderare ciò che appartiene ad altri?
Qui il cielo stellato, nelle notti fredde, è così blu, così profondo e così silenzioso che mi perdo a guardarlo dietro i vetri, pensando che è lo stesso sotto il quale, laggiù, i cuori tremano di paura e gli occhi si riempiono di lacrime. E ppure sì. è lo stesso. E non appartiene a nessuno. Anzi, appartiene a tutti, il suo profondo blu è di tutti, le sue stelle sono di tutti e non si chiede se le persone sotto di lui siano buone o cattive, se tiranni o vittime. L’unica cosa diversa è ciò che alberga nell’animo delgli uomini.
Siamo andati al vivaio a scegliere un albero e, presto, sarà pieno di luci e colori, mentre il mio cuore sarà ancora spento … Ti amo, fratello mio, torna sano e salvo, buon Natale ”
” Mia dolcissima Oksana, qui fa molto freddo ma sai che sono abituato. Mi scalda il pensiero di te al sicuro, intenta a preparare qualcosa con la tua nuova famiglia e ti immagino raccontare ai bambini le fiabe che la mamma ci leggeva la sera per farci addormentare. So che hai paura, ma devi avere fiducia. La tua foto è qui sul mio cuore, sotto la divisa e nulla può farmi del male fintanto che sei lì, ad ascoltare il mio battito.
Mentre passavamo con i carri in campagna, ho rivisto la nostra vecchia casetta. E’ semidistrutta, le finestre sono rotte e il giardino è in rovina, ma l’abete che piantammo da bambini è ancora intatto e forte. Sono saltato giù dal carro per toccarlo e ho legato alla punta di un ramo il nastrino ricamato che mettevi nella treccia i giorni di festa. L’ho visto sventolare orgoglioso e indomito sul ramo mentre ci allontanavamo. Ora è davvero Natale! … ”