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Ho accolto con entusiasmo l’iniziativa dell’amica Daniela Robles, “La vita che vorrei”, perché credo nel valore di ciò che unisce e riempie.
In un tempo che comunica tanto ma ascolta poco, riscoprire la saggezza popolare è un gesto che ci riporta al senso vero della vita: incontrarsi, condividere, mettere insieme.
La vita che vorrei
Ci sono iniziative che nascono da un bisogno profondo: quello di tornare a parlarsi davvero.
Daniela Robles, con “La vita che vorrei”, ci accompagna in tre incontri speciali all’Università Popolare di Veroli, per ritrovare la saggezza popolare che abbiamo ereditato e forse dimenticato.
In un mondo che comunica tanto ma ascolta poco, Daniela ci ricorda che la vera forza è nel “mettere insieme”: persone, storie, radici, emozioni.
È un invito a rallentare, a ritrovare la bussola interiore, a vivere con più consapevolezza e gratitudine.
Come editore e come amico, credo profondamente in questo progetto.
Perché ogni volta che ci riuniamo per condividere bellezza, la nostra terra si illumina un po’ di più.
Alfio Mirone
di Daniela Robles
L’aggettivo “popolare”, nel tempo ha assunto differenti connotazioni linguistiche ma quello che a mio avviso è più interessante, è la radice etimologica più antica: mettere insieme e pieno. È popolare quindi tutto quello che riesce a mettere insieme e rendere pieno. Poi arriva la polis greca e rende popolare quello che è della città. Tutto torna insomma, come nella geometria sacra e come nella vita. Se qualcosa non va è perché qualcosa non si “mette insieme”. Il nostro compito è riuscire a mettere insieme i pezzi e proprio come nella costruzione dei puzzle, imparare a mettere insieme.
La pop art, a metà del secolo scorso, ha rotto quella consuetudine artistica considerata formale e troppo elitaria, ha sdoganato nuove forme e giochi di colori, portando alla ribalta oggetti di uso comune, popolari appunto. Oggi invece, si è completamente persa l’accezione popolare, preferendo la comunicazione, senza capirne il reale significato, la diffusione social e la popolarità. Cosa è accaduto in pratica? La saggezza popolare millenaria, affermativa e contemplativa, ricca di incontri e dialoghi interiori, piena di poesia e bellezza, è stata freddamente sostituita dalla necessità di mostrare e mostrarsi, assecondando richieste interiori dettate solo dalla fragilità dell’inconsapevolezza.
I nostri nonni e le nostre nonne invece, si riunivano per preparare il pane, schiacciare l’uva per il vino, sgranare le pannocchie di mais, ed era una festa, un momento di condivisione (comunicazione vera) avvolgente e nutriente per la mente, il cuore e l’anima. Erano forti nei loro propositi e nelle loro usanze, tanto da aver creato una cultura ricca di immagini, pensieri e orientamenti. Erano popolari, erano ricchi di valori, erano forti.
Di generazione in generazione si tramandavano quella saggezza data dall’esperienza della comunità e dal contatto quotidiano con la natura.
Si prendevano cura delle radici dell’essere umano.
Certo pensare di tornare ai vecchi tempi è anacronistico, ma perdere le buone e sane abitudini senza provare a renderle attuali suona mortifero.
Allontanarsi dalle radici, se non addirittura reciderle, crea problemi esistenziali, materiali e spirituali. È come navigare in mare aperto senza bussola e contro vento.
Ecco perché propongo questa tripletta d’incontri presso l’università popolare di Veroli. Per ritrovare insieme la saggezza popolare che è dentro di noi, condividerla e se necessario modernizzarla a favore di una vita piena di bellezza, buoni ricordi e nuovi detti popolari.
Vivere nei nostri tempi è sempre più difficile ma abbiamo la nostra bussola interiore che va recuperata, consultata e utilizzata. Questo è il counseling popolare, ritrovare noi stessi attraverso le radici, ristrutturare il nostro animo, trovare la direzione e puntare dritto a nord, verso la stella polare. Cari naviganti vi aspetto, non mancate questa nuova avventura.
Date: sabato 22 novembre , 6 e 20 dicembre
Orari: dalle 15 alle 17
Luogo: Università Popolare di Veroli, piazza Santa Salome
Per prenotare: upveroli@gmail.com
