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Il Nei Gong è una disciplina interna che permette di recuperare il movimento istintivo del corpo, migliorando equilibrio, postura e consapevolezza nella vita quotidiana.
Nei Gong: il recupero del movimento istintivo
Camminiamo, ci pieghiamo, solleviamo pesi, restiamo in piedi per ore. Eppure raramente ci chiediamo quanto il nostro corpo sia davvero libero di muoversi bene.
Con Geografia del Corpo, la rubrica curata da Stefania Corvi, continuiamo un percorso dedicato alla consapevolezza del gesto, all’allineamento e al recupero di un benessere che non riguarda solo i muscoli, ma anche il modo in cui abitiamo il nostro corpo ogni giorno.
Attraverso il Nei Gong, antica disciplina del lavoro interno, questa nuova tappa ci accompagna dentro un tema fondamentale: il recupero del movimento istintivo, cioè quella naturalezza che spesso perdiamo tra abitudini scorrette, rigidità, tensioni e schemi ripetuti nel tempo.
Perché stare bene non significa soltanto allenarsi, ma imparare di nuovo ad ascoltarsi, ritrovando equilibrio, fluidità e presenza.
Nei Gong: il recupero del movimento istintivo
Continuiamo il nostro viaggio esplorativo nelle arti interne e in particolar modo nel Nei Gong.
Quando osserviamo una persona allenata negli sport più comunemente praticati, possiamo notare, in un primo momento, muscoli tonici ed un fisico atletico, ma se prestiamo una maggiore attenzione ai suoi movimenti, osservandola nella quotidianità, è possibile scoprire che la muscolatura così esercitata influisce negativamente sull’elasticità e sulla fluidità dei gesti, a scapito, a volte, del benessere dei tendini e dei legamenti, che sollecitati in modo forzato, possono infiammarsi o usurarsi; nella direzione opposta, chi cerca di alleviare problemi osteoarticolari e muscolari con attività sporadica, senza modificare i propri schemi corporei abituali, difficilmente ottiene benefici duraturi. In entrambi i casi l’attenzione resta confinata al piano fisico, trascurando elementi fondamentali come ascolto e propriocezione, aspetti centrali nel Nei Gong, che permettono una centratura ed un equilibrio psico-fisico.
Uno degli aspetti più sorprendenti che ho osservato nei vari seminari frequentati è stato vedere i Maestri, di oltre 70 anni, salire con estrema disinvoltura e quasi in assenza di sforzo, una ripida strada che conduceva ad un magnifico giardino dedicato agli allenamenti. Il loro modo di incedere perfetto, il corpo allineato e connesso, consentivano un’andatura fluida ed energetica, come fosse magia. In realtà questa effettiva leggerezza è frutto di una tecnica per loro diventata un modus vivendi, che consente di adottare una diversa maniera di muoversi nello spazio.
Studiare ed approfondire il lavoro interno consente infatti di modificare i vecchi schemi motori e mentali, acquisendo una percezione più ampia e consapevole. La visione di approccio deve cambiare radicalmente: solo attraverso un percorso ed un allenamento reiterato nel tempo, basato su esercizi e tecniche specifiche, avviene la scoperta delle possibilità di recuperare l’agilità fisica e la presenza mentale. La prima cosa da imparare a costruire è l’allineamento corporeo che permette al corpo di diventare una struttura efficiente e connessa; il lavoro non è solo posturale ma energetico e percettivo. I tre blocchi strutturali, testa, torace e bacino, vengono organizzati in modo da ridurre le curve fisiologiche, creando una struttura centrata, stabile e bilanciata. In questo assetto forze opposte si incontrano e si integrano nel centro. Questo è il primo passo ma è già un’importante rivelazione. Da qui si entra nel mondo del Nei Gong, una magnifica disciplina in cui il movimento recupera la sua istintività attraverso un processo di rieducazione che fa percepire l’origine dell’azione, rendendo ogni gesto al tempo stesso efficace, preciso e completo. “Change your mind, change your project” ripete spesso Master George Xu.