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Dal tartano di Pamela Liccardo alla Pizza Remenata di Federica Verdecchia, fino ai piatti di Cristina Todaro, Fausto Ferrante, Stella del Morrone, Pasticceria Aurora, DF Gocce e Sarandrea: il numero di marzo di Ciociaria&Cucina suggerisce un menu di Pasqua last minute completo, dalla colazione al fine pasto.
menu di Pasqua last minute
Tutte le ricette del numero di marzo da portare in tavola
La cucina il giorno prima di Pasqua ha un suono preciso. C’è chi controlla il forno, chi sistema la tavola, chi fa la lista delle ultime cose da comprare e chi, più semplicemente, si chiede da dove partire per non sbagliare.
Per questo il numero di marzo 2026 di Ciociaria&Cucina arriva al momento giusto. Dentro non c’è solo una raccolta di ricette, ma un vero percorso per costruire una giornata di festa completa, ordinata e piena di senso. Antipasti, primi, secondi, dolci e fine pasto: il menu è già lì, firmato dagli chef e dalle realtà che animano questo numero. E accanto al pranzo, c’è anche un consiglio prezioso per la mattina di Pasqua.
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Colazione di Pasqua: Pamela Liccardo e Federica Verdecchia aprono la giornata
Prima ancora del pranzo, la Pasqua può cominciare dal tavolo della mattina, con due presenze che hanno già il sapore della festa. La prima è quella salata di Pamela Liccardo, con il suo Tartano sofficissimo e saporito, grande lievitato pasquale che porta con sé il profumo del pepe nero, dei salumi, dei formaggi e di un impasto lento che in casa si fa sentire subito. È il tipo di preparazione che sta benissimo a colazione, quando si tagliano le prime fette e la giornata prende davvero forma.
Accanto a questa anima salata trova posto anche quella dolce, affidata alla Pizza Remenata de L’Amaretto di Guarcino, dolce pasquale che continua a parlare di famiglia, memoria e tavole condivise. Uova, patate, anice, uvetta, sambuca e scorza di limone bastano già a raccontarne il carattere. Messa accanto al tartano, completa una colazione di Pasqua piena, riconoscibile, profondamente nostra.
Antipasti: il pranzo deve iniziare con il tono giusto
Un antipasto fatto bene non serve a riempire. Serve ad aprire. Deve mettere appetito, dare eleganza alla tavola e accompagnare verso il resto del pranzo senza pesare.
Fausto Ferrante, nel numero di marzo, firma il Crudo di gambero viola e burrata, un piatto fresco, essenziale e pulito. Il gambero resta protagonista, la burrata aggiunge morbidezza e il risultato è un antipasto che fa subito festa senza cadere nell’eccesso. È la scelta giusta per chi vuole partire con raffinatezza e misura.
Accanto a questa idea di mare, il magazine suggerisce anche una strada più territoriale con Nonna Pitta. Nelle pagine dedicate alla Pasqua che parte dalla bufala compare infatti la proposta di una mozzarella di bufala con verdure primaverili, servita con semplicità e giocata tutta sulla qualità della materia prima. Un piatto immediato, stagionale e riconoscibile.
Primi piatti: il cuore vero del menu
Tra i primi, Cristina Todaro porta in tavola il Risotto verde di Pasqua con gambero, yogurt al limone, uno dei piatti più centrati del numero. Cime di rapa, gambero e nota agrumata costruiscono un piatto luminoso, equilibrato, molto adatto a una Pasqua contemporanea senza perdere misura.
Per chi invece cerca un primo più corposo e più domenicale, resta la proposta di Stella del Morrone di LA CAR di Patrica con gli Ziti spezzati alla genovese, dove il tempo diventa sugo e la festa prende un tono più pieno, più familiare, più avvolgente.
Secondi: simbolo o sostanza
Sul fronte dei secondi, Cristina Todaro firma l’Uovo di Pasqua croccante, un piatto che lavora sul simbolo più antico della festa trasformandolo in una proposta raffinata, con cuore morbido, panatura croccante, carciofi, puntarelle e fragola. È un secondo che unisce senso e bellezza.
Chi preferisce una tavola più robusta può seguire ancora Stella del Morrone con lo Stinco di maiale al vino rosso, piatto pieno, concreto, costruito su una cucina lenta e profonda, perfetto per chi a Pasqua non vuole rinunciare a un secondo importante.
Sul finale, Ciociaria&Cucina affida il momento del dolce a un grande classico della Pasqua: la Pastiera Napoletana della Pasticceria Aurora, raccontata come un vero rito di festa. Non è soltanto un dessert, ma una presenza che riporta in tavola il senso dell’attesa, dei profumi giusti e di una tradizione custodita con rispetto.
Ed è proprio qui che il consiglio diventa naturale: chi vuole portare in tavola una pastiera fatta come si deve può anche sceglierla direttamente in pasticceria. In certi casi, affidarsi a chi conosce davvero tempi, equilibrio e anima di questo dolce è già una scelta di qualità.
Per chiudere il pranzo con eleganza, entra in scena K·Zaphira di DF Gocce, proposto come fine pasto raffinato, ideale accanto ai dolci della festa.
Accanto a questo trova spazio anche Hypoclas di Sarandrea, elisir dal profilo evocativo e dalla forte impronta identitaria, perfetto per dare al finale di tavola una nota più intensa e distintiva.
Manca un giorno, è vero. Ma quando i piatti sono quelli giusti e la direzione è chiara, non serve aggiungere altro. Serve solo mettere ordine, scegliere bene e lasciare che la festa faccia il resto. Il numero di Pasqua 2026 di Ciociaria&Cucina questo lavoro lo ha già fatto.