Affettato vegano: la Cucina Vegetale di Ala Balabyshkina
Affettato vegano di lupini, ceci e pistacchio
Nutrire il corpo, rispettare la terra: il valore di una cucina senza grassi animali
Ci sono cucine che appagano. Altre che emozionano. E poi c’è quella che sa fare entrambe le cose, lasciando anche un segno nel mondo. È la cucina vegetale, quella che parte dalle radici — nel senso più vero della parola — e risale fino al cuore. Non è una moda, né un compromesso: è una scelta consapevole. Un modo etico, creativo e pieno di bellezza di prendersi cura di sé, degli altri e del pianeta.
Affettato vegano: la Cucina Vegetale di Ala Balabyshkina
Con questa rubrica, la chef Ala Balabyshkina ci conduce in un viaggio fatto di gusto e meraviglia, dove ogni ingrediente è scelto con amore e ogni ricetta nasce da una riflessione profonda: come possiamo nutrirci senza sfruttare? Come possiamo creare sapore senza rinunciare alla leggerezza?
La cucina vegetale non è priva, ma piena: di idee, di nutrienti, di colori e di vita. Esclude i grassi animali non per mancanza, ma per abbondanza di alternative. Apre le porte a legumi, semi, spezie, fermentazioni, cotture lente e magie contemporanee che sfidano i pregiudizi e riscrivono il vocabolario del gusto. Ogni piatto diventa un gesto d’amore: per il proprio corpo, che si alleggerisce e si ricarica; per gli animali, che vengono rispettati; per l’ambiente, che ringrazia silenziosamente.
In un tempo in cui le nostre scelte alimentari parlano anche del nostro futuro, la cucina vegetale rappresenta un piccolo, grande atto di rivoluzione quotidiana. E con Ala, questa rivoluzione ha il sapore della poesia.
- 500 g lupini in salamoia
- 200 g farina di ceci
- 100 g agar agar
- 50 g pistacchio intero di Bronte
- 50 g olio di oliva
- 20 g succo di barbabietola cotta
- 18 g di lievito di birra fresco
- 1 carota non privata dalla sua buccia
- 1 testa d'aglio in camicia
- 1 foglia di alloro secco
- pepe bianco macinato
Partiamo con la realizzazione
Inserite nella pentola i lupini, la carota, l’aglio in camicia, la foglia di alloro e 500 ml di acqua fredda. Chiudete con il coperchio e lasciate cuocere a pressione per 1 ora.
Nel frattempo, lavorate il lievito di birra fresco in una ciotola finché, da solido, si trasformerà in una massa liquida. Stendetela su una placca da forno rivestita con carta da forno e infornate a 180 °C in modalità ventilata, per circa 10 minuti, finché avrà perso tutta l’umidità.
Nel frattempo, una volta conclusa la cottura dei lupini, lasciate raffreddare la pentola per poter aprire in sicurezza la valvola.
Eliminate dal brodo la carota, l’aglio e la foglia di alloro: non serviranno più.
Filtrate i lupini dal brodo e trasferiteli in una brocca capiente per la fase successiva.
Portate a ebollizione 500 ml del brodo filtrato, quindi, poco alla volta, aggiungete la farina di ceci, la polvere di agar agar e l’olio di oliva. Cuocete a fuoco medio per circa 10 minuti, mescolando continuamente come per una polenta, finché il composto non diventerà quasi solido.
Versate il composto caldo nella brocca con i lupini. Unite il succo di barbabietola, una macinata di pepe bianco e il lievito disidratato.
Frullate il tutto fino a ottenere una massa liscia e omogenea.
Aggiungete infine i pistacchi interi e mescolate delicatamente.
Versate la massa nel recipiente scelto (es. bottiglia di plastica tagliata) e sbattete leggermente per eliminare eventuali bolle d’aria.
Coprite con pellicola la parte aperta del contenitore e lasciate riposare in frigorifero per almeno 24 ore, così da permettere all’impasto di assestarsi.
Il giorno successivo, tagliate la plastica con una forbice e, aiutandovi con le mani, estraete delicatamente il vostro affettato vegetale.
Ora potete affettarlo e gustarlo come più vi piace!
Note
Per la forma ho utilizzato la bottiglia di plastica priva di parte superiore.
Nota sulla conservazione:
Il vostro affettato vegano si conserva perfettamente fino a 7 giorni in frigorifero, avvolto con cura nella pellicola o custodito in un contenitore ermetico. Il sale e la cottura lo proteggono in modo naturale, mantenendo sapore e consistenza giorno dopo giorno.