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Un approfondimento firmato da Antonio Colasanti sul virus West Nile, tra verità scientifica e allarmismi mediatici. Con il contributo del virologo Giulio Tarro, un invito a informarsi con lucidità, evitando il panico da disinformazione.
West Nile, tra verità scientifica e allarmismi mediatici
Questo mese, nel mio consueto spazio dedicato al benessere, desidero condividere con voi alcune riflessioni su un tema di grande attualità: il virus West Nile.
Lo faccio prendendo spunto da un autorevole scritto del Prof. Giulio Tarro, uno dei virologi italiani più stimati a livello internazionale, che nel 2014 pubblicò un’analisi approfondita sulla rivista Il Policlinico – Sezione Medica. In un momento in cui si parla nuovamente di emergenza, credo sia importante fare chiarezza.
West Nile, tra verità scientifica e allarmismi mediatici
Come ci ricorda il Prof. Tarro, il virus West Nile è una virosi trasmessa dalle zanzare, ma non si tratta affatto di una malattia sconosciuta o imprevedibile. È stata identificata in modo sistematico nel 1999 a New York e ha avuto il suo picco epidemico nel 2002, con oltre 400.000 casi negli Stati Uniti.
A far paura, inizialmente, fu la possibilità di trasmissione ematica tramite trasfusioni. Ma proprio la tempestiva risposta scientifica portò all’introduzione di test molecolari sull’RNA virale, che permisero di identificare e bloccare le donazioni infette.
Nel solo agosto 2003 furono analizzate 1,1 milioni di donazioni di sangue e solo 163 risultarono positive. Dati che dimostrano come la situazione fosse già sotto controllo vent’anni fa.
Il Prof. Tarro amplia poi lo sguardo, collegando il virus West Nile alla storia millenaria della medicina egizia, dove già si osservavano forme pustolose sulle mummie riconducibili al vaiolo. Da quei reperti, come ricorda, sono nate le prime forme di variolizzazione, ben prima della scoperta del vaccino da parte di Jenner. Un richiamo importante: non tutto ciò che oggi appare “nuovo” lo è davvero.
«Ancora una volta», scrive il Professore, «si vuole terrorizzare la popolazione con una nuova epidemia che è in realtà già conosciuta e controllata».
Concordo con lui: il vero virus oggi, a volte, è la comunicazione incontrollata, che ingigantisce fenomeni noti e gestibili, generando paura anziché informazione.
Come sempre, la conoscenza è il primo passo verso il benessere. Informarsi attraverso fonti scientifiche, mantenere un approccio razionale e non farsi travolgere dall’ansia collettiva è fondamentale.
La febbre West Nile esiste, ma non è un morbo misterioso né una minaccia nuova. E, soprattutto, è monitorata da tempo.
Ringrazio il Prof. Tarro per il suo lucido contributo, che oggi più che mai sento di dover condividere. Perché la salute si difende anche con la verità.
La febbre West Nile è una virosi trasmessa dalle zanzare, identificata negli USA nel 1999.
Il rischio ematico è stato gestito grazie ai test molecolari sul sangue.
Le sue origini affondano in territori già noti alla medicina egizia.
Non è una nuova epidemia, ma un fenomeno noto e sotto controllo.
La vera emergenza è spesso la disinformazione.