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Gli americani tornano al trash food: ecco il panino simbolo del caos in cucina. Trash&Food vi racconta il declino del gusto… con ironia e verità.
Il panino esplosivo made in U.S.A.
Ci eravamo quasi riusciti.
Gli avevamo insegnato a mangiare con gusto, a godere della semplicità di un pomodoro maturo, del profumo di un pecorino artigianale, del valore di un piatto che sa di casa e non di benzina. Per un attimo avevamo creduto che anche in America si potesse capire che la cucina non è solo abbondanza, ma cultura, identità, rispetto.
Poi è arrivato Trump, i dazi, il fast food esaltato a simbolo nazionale, e tutto è andato a farsi friggere. Letteralmente.
L’America ha deciso di alzare i muri… anche nel piatto. E così, mentre il resto del mondo celebra la biodiversità, i prodotti locali, il ritorno alla terra, loro tornano a glorificare salse fluorescenti, panini collassati su se stessi, e zuccheri nascosti ovunque.
Il risultato? Le eccellenze del mondo – formaggi, salumi, oli, vini, cereali antichi – abbandoneranno l’America a sé stessa. E noi, sinceramente, diciamolo pure: peggio per loro.
Del resto, noi abbiamo Bottura, loro hanno la cheddar fuso spray.
Noi partiamo da un brodo per fare arte. Loro partono dal freezer per fare… disastri.
Ma niente paura. Con la rubrica Trash&Food, vi racconteremo tutto. Ridendo, sì. Ma con l’orgoglio intatto di chi sa ancora distinguere un piatto vero da una provocazione masticabile.
Noi intanto osserviamo, ridiamo (con amarezza), e analizziamo con gusto dissacrante queste ricette che sembrano nate da una sfida tra uno chef bendato e un chimico in preda al jet lag.
La prima? Un panino talmente “americano” che sembra uscito da un comizio:
grasso, urlato, e convinto di essere irresistibile.
