Newsletter Subscribe
Enter your email address below and subscribe to our newsletter
Enter your email address below and subscribe to our newsletter

Scopri i vitigni autoctoni del Lazio, un patrimonio unico di tradizione e gusto che racconta la storia di un territorio straordinario. Aleatico, Bellone, Cesanese e molti altri ti aspettano!
Vitigni autoctoni del Lazio
Eccoci giunti alla fine dell’anno e credo che concluderlo parlando ancora una volta dei vitigni del nostro Lazio sia sempre più doveroso.
Lo faccio con orgoglio sempre rinnovato perché ormai è consolidato il ruolo importante che i nostri vitigni abbiano nel processo di divulgazione della cultura del vino e di “recupero delle memorie” di un territorio da amare sempre di più.
Vitigni dai quali scaturiscono vini straordinari che ormai sono sempre più presenti nel gusto degli appassionati e dei consumatori anche al di fuori della nostra regione.
Aleatico, Roscetto, Bellone, Grechetto, Malvasia Puntinata, Maturano, Lecinaro, Moscato di Terracina, Bombino, Nero Buono, Cesanese di Affile, Cesanese Comune, Biancolella sono solo alcuni tra i 94 vitigni che caratterizzano e raccontano il nostro Lazio.
3 le Docg, 27 sono le Doc e 6 le Igt, e tra queste ovviamente a prevalere sono le uve a bacca bianca; questo è dato non solo da una antica tradizione, bensì dalla conseguenza della matrice vulcanica ampiamente diffusa nella regione e dalla maggior parte di terreni calcarei
Tante uve per tante storie da raccontare che hanno come obiettivo quello di far scoprire il nuovo che sa di antico e di tradizione…ma che sa anche di borghi e di tavole imbandite di gusto e ricette di usanze preziose.
Vitigni autoctoni che sanno guardare al futuro e che rappresentano un patrimonio inestimabile.
Concludo pensando ad Antonio Pascale scrittore, giornalista e divulgatore, che parlando del territorio laziale, e nello specifico delle strade del vino, lo definisce Terra della Metamorfosi.
Metamorfosi intesa nell’accezione più emblematica, ossia come trasformazione, come simbolo di passaggio, da una forma ad un’altra, dalla vita alla morte e ritorno…”E se pensiamo alla vite “che cos’altro è se non il simbolo stesso di una grandiosa metamorfosi? Dalla morte alla vita dalla vita alla morte e nel mezzo le sfumature del percorso”.
A noi quindi il privilegio di scoprire questo percorso di trasformazione che ha visto il nostro territorio distinguersi nel tempo ed evolversi nell’affermazione di una identità che affonda le sue radici nel rapporto antico tra vino e territorio.