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Sotto la Luna del Lupo

Sotto la Luna del Lupo

Sotto la Luna del Lupo, all’inizio dell’anno, l’essere umano è chiamato a fermarsi e ad ascoltare. Un editoriale che racconta il significato profondo della luna piena di gennaio, tra cultura antica, natura e auspicio universale.

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Ci sono notti in cui non succede nulla,
eppure tutto si muove.

 

Sotto la Luna del Lupo

 

Ho scoperto questa luna quasi per caso.
Ho sentito il bisogno di fermarmi, di conoscerla meglio, di leggerne il significato. Da questo ascolto è nato questo editoriale.

In questi primi giorni dell’anno, quando il calendario riparte ma l’animo è ancora in ascolto, ho alzato gli occhi e ho capito che quella del 3 gennaio non era una luna come le altre. È la Luna Piena di gennaio, chiamata da secoli Luna del Lupo.

Un nome che non nasce dalla poesia moderna, ma da un sapere antico.
A chiamarla così furono i popoli nativi del Nord America, uomini e donne che vivevano in profonda connessione con la terra, con i cicli della natura, con il cielo. Un popolo massacrato, ferito, quasi cancellato, ma che ha lasciato al mondo una delle eredità più preziose: l’arte dell’ascolto.

Per loro ogni luna aveva un nome, perché ogni luna raccontava un passaggio.
Gennaio era il mese più duro: freddo, silenzioso, essenziale. I lupi, affamati, si avvicinavano ai villaggi e si facevano sentire con l’ululato. Non per attaccare, ma per esistere. La luna piena illuminava quella presenza, e l’uomo imparava che il buio non è assenza, ma spazio di attenzione.

Quel simbolo ha attraversato l’oceano e il tempo.
Anche in Europa il lupo è entrato nell’immaginario collettivo come creatura di confine: temuta, rispettata, mai addomesticata. Il lupo non appartiene del tutto alla foresta né al mondo umano. Vive tra. E chi vive tra due mondi insegna sempre qualcosa.

In questi giorni mi trovo sulle colline marchigiane. La notte qui è vera, profonda. Mi dicono di stare attento, perché i lupi scendono dalla montagna. E non lo dicono con paura, ma con consapevolezza. Perché il lupo non arriva per rompere un equilibrio, ma per ricordarlo.

Questa Luna del Lupo cade quest’anno sotto il segno del Cancro, il segno dell’acqua, della memoria, della protezione, della sensibilità. Il segno che sente prima ancora di spiegare. Forse è per questo che questa luna, a inizio anno, non chiede proclami né promesse rumorose. Chiede silenzio. Chiede presenza. Chiede rispetto.

Il lupo e la luna, insieme, non portano presagi oscuri.
Portano un messaggio semplice e potente: resistere non è urlare, ma restare fedeli a ciò che siamo. Camminare l’anno nuovo con attenzione, con cura per ciò che è fragile, con ascolto verso ciò che non fa rumore ma ha ancora voce.

Se c’è un auspicio che questa luna può consegnarci, è questo:
che l’essere umano impari di nuovo a sentire, prima di correre.
A proteggere, prima di conquistare.
A riconoscersi parte di un tutto, non padrone di qualcosa.

Sotto la Luna del Lupo, l’inizio dell’anno non chiede velocità.
Chiede umanità.

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Alfio Mirone
Alfio Mirone
Articoli: 1846

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