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Il futuro ha un volto

Il futuro ha un volto

Di ritorno dall’Islanda, l’incontro con l’installazione “Daring Peace Together” a Fiumicino ispira una lettera dedicata alla pace, ai giovani e al futuro che siamo chiamati a costruire insieme.

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Il futuro ha un volto

Il futuro ha un volto

Rientravo da un viaggio di lavoro in Islanda, uno di quei viaggi che ti rimettono al tuo posto. La natura lì non ha bisogno di spiegarsi: ti attraversa, ti ridimensiona, ti insegna quanto siamo piccoli e quanto, allo stesso tempo, tutto sia essenziale. Torni con uno sguardo diverso, più pulito, più attento.

Il futuro ha un volto

All’uscita dell’aeroporto di Fiumicino, però, è successo qualcosa che non avevo previsto. Non ho trovato subito la solita fretta, il rumore, la distrazione. Ho trovato un lavoro in corso. Operai, tecnici, persone che montavano qualcosa di grande. Mi sono fermato. Ho osservato. E senza accorgermene sono rimasto lì, a guardare.

Piano piano quei volti hanno preso forma. Decine, centinaia di facce diverse, giovani, vere. Non modelli, non immagini costruite, ma persone. Intorno, telecamere, fotografi, giornalisti: si capiva che non era un allestimento qualsiasi. Era un messaggio che stava nascendo davanti agli occhi di chi aveva voglia di fermarsi.

“Osare la pace insieme, per un futuro senza odio.”

Un’opera collettiva legata all’Inside Out Project, il progetto internazionale ideato dall’artista francese JR, realizzata con i ritratti dei giovani di Studio Kene e promossa da Unhate Foundation, Aeroporti di Roma e Comunità di Sant’Egidio.

In quel momento ho capito che quello che stavo guardando non era solo un’installazione. Era un richiamo. Non per pochi, ma per tutti. Per chi arriva, per chi parte, per chi attraversa quel luogo senza mai fermarsi davvero.

Un aeroporto è il punto più distante dalla riflessione. È movimento continuo, è passaggio, è distrazione. E invece lì qualcuno ha scelto di rallentarti. Di farti alzare lo sguardo. Di ricordarti che il futuro non è qualcosa che accadrà da solo.

È qualcosa che dipende da noi.

Dopo aver visto la forza della natura islandese, trovarmi davanti a quei volti è stato come completare il viaggio. Da una parte ciò che siamo dentro un mondo immenso, dall’altra ciò che possiamo diventare se impariamo a stare insieme.

Perché la pace non è un concetto lontano. Non è una parola da pronunciare nei momenti difficili. È una scelta quotidiana, concreta, che passa dai gesti, dal rispetto, dalla capacità di riconoscere l’altro.

E quei volti parlavano proprio di questo.

Parlavano di giovani che non aspettano risposte, ma che stanno già indicando una direzione. Una direzione più semplice, più umana, più vera. Una direzione che forse noi adulti abbiamo complicato troppo.

Mentre tutto corre, mentre il mondo sembra spingere verso divisioni e contrapposizioni, lì ho visto qualcosa di diverso. Ho visto la possibilità di un futuro che si costruisce con la forza. Con la presenza. Con lo sguardo. Con la responsabilità.

E allora ho pensato che questo non era un messaggio solo per me. Era un messaggio per chiunque abbia la fortuna di passare da lì e decidere, anche solo per un attimo, di fermarsi.

Perché a volte non serve andare lontano per capire. Basta guardare meglio quello che abbiamo davanti.

 

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Alfio Mirone
Alfio Mirone
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