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Con il Nei Gong il corpo recupera elasticità, postura corretta e consapevolezza del movimento. Stefania Corvi racconta come il lavoro interno possa migliorare respirazione, rigidità e benessere quotidiano.
Cambiare mente per ritrovare il corpo
Il mal di schiena, la rigidità, il respiro corto: spesso li consideriamo normali, parte della giornata. In realtà sono segnali.
Con Geografia del Corpo, la rubrica curata da Stefania Corvi, continuiamo a esplorare il Nei Gong, una disciplina che lavora su postura, movimento e respirazione, aiutando il corpo a ritrovare equilibrio e funzionalità.
In questo nuovo approfondimento, il lavoro interno diventa un invito concreto a cambiare approccio: meno sforzo, più ascolto. Meno rigidità, più consapevolezza.
Per chi sente il bisogno di migliorare la propria postura, ridurre tensioni come il mal di schiena e respirare meglio, questo è un percorso reale.
📩 stefaniacorvi22@gmail.com
📞 3296253419
Cambiare mente per ritrovare il corpo
Avvicinarsi alle discipline orientali, e in particolare al Nei Gong, significa intraprendere un gesto intenzionale di apertura verso nuovi modi di concepire l’allenamento. Aprirsi: è proprio la parola chiave. Questo implica essere disposti a destrutturare ciò che abbiamo recepito e immagazzinato nel tempo, per accogliere nuove informazioni.
Non si tratta di un processo semplice, poiché il modellamento della mente, che inizia fin dalla nascita, ci porta ad assumere atteggiamenti di chiusura che si ripercuotono sulla psiche e anche sulla forma fisica. Il corpo diventa così una chiara espressione della nostra vita interiore, che filtra ed elabora il susseguirsi degli eventi quotidiani, che vengono interpretati da ognuno di noi in modi differenti, comportando blocchi e tensioni a livello fisico, mentale ed energetico.
Nella prima fase ci si concentra sul recupero dell’elasticità e della flessibilità che con il passare del tempo tendono a ridursi progressivamente, grazie ad una serie di esercizi mirati di power stretching, che aiutano a ritrovare ampiezza nei movimenti, migliorare la postura e diminuire rigidità accumulate. Ma attenzione: rilassamento e forza devono essere bilanciati attraverso una ricerca continua, basata sull’ascolto e su tecniche specifiche. Il corpo diventa uno strumento da accordare per ritornare a suonare con armonia ciò che avevamo in dotazione da bambini.
Si agisce sulla struttura interna in modo da creare un’espansione, uno spazio maggiore in cui articolazioni, tendini, muscoli e legamenti possano acquisire leggerezza e mobilità. Allineamento, respiro e propriocezione, allenati nel tempo, creano radicamento nella parte inferiore e flessibilità in quella superiore. Tutto questo rende possibile una pratica potente ed elastica che non si basa su leve muscolari, ma che consente di ottenere risultati eccellenti senza sforzare e logorare quelle che i taoisti chiamano le “nove perle” ovvero le articolazioni principali. Un nuovo modo di orientare e rieducare con consapevolezza il movimento. Con i principi acquisiti nel tempo porteremo nella vita quotidiana i benefici della disciplina, che scopriremo mettendoli in atto volontariamente nei primi tempi, ma che diventeranno naturali con il progredire nel metodo.
Un semplice esercizio da cui partire consiste nel portare l’attenzione su come posizioniamo la testa sul collo. Posture errate, infatti, possono causare indolenzimento del tratto cervicale e una respirazione meno fluida. Possiamo scoprire la posizione corretta attraverso piccoli movimenti che aiutino a sciogliere le rigidità vertebrali: sia laterali che longitudinali, leggere circonduzioni, eseguite con ascolto, fino a quando il respiro attraverso le narici diventa più silenzioso. Questo sarà il segnale che abbiamo trovato il corretto appoggio della testa sul collo: la base per costruire un corretto allineamento, che sembra scontata ma che in realtà nella maggior parte dei casi non lo è…
Provare per credere!