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I germogli, che crescono dai semi delle piante prima della loro maturazione, sono considerati super-food grazie alle loro alte concentrazioni di vitamine, minerali, amminoacidi e enzimi, rendendo le sostanze nutritive più facilmente assimilabili. Utili nei periodi di stress, stimolano le difese immunitarie, riducono il colesterolo e hanno benefici anti-età per la pelle. Esistono vari tipi di germogli, tra cui quelli di leguminose, ortaggi e cereali, che devono essere coltivati e conservati con attenzione. Non tutti i germogli sono commestibili e alcuni possono essere tossici. In cucina, offrono versatilità, arricchendo zuppe, insalate, frullati e altri piatti.
I germogli nascono dai semi delle piante e vanno consumati prima che arrivino a completa maturazione. Sono un super-food naturale: al loro interno concentrano vitamine, sali minerali, amminoacidi, acidi grassi ed enzimi delle piante da cui provengono, ma sono presenti in concentrazioni molto più elevate rispetto alla pianta “matura”. Inoltre, la germinazione rende le sostanze nutritive biodisponibili, cioè più facili da digerire per il nostro organismo.
I germogli agiscono come rivitalizzanti su tutto l’organismo nei periodi di stress psicofisico, stimolano le difese immunitarie, contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e a favorire la digestione, hanno un effetto anti-age sulla pelle per il loro contenuto in antiossidanti e vitamine A ed E.
Abbiamo i germogli da leguminose: questi si consumano cotti e i più diffusi sono quelli di soia, dei fagioli azuki e delle lenticchie.
Ci sono poi i germogli da ortaggi: di bietola rossa, di broccolo, di cipolla, di zucca.
Ricordiamoci che i germogli devono provenire da semi di origine accertata, meglio se biologica, coltivati seguendo tutte le precauzioni igieniche e conservati senza interrompere la catena del freddo alla giusta temperatura. Li troviamo nei supermercati già pronti, freschi e lavati e nei negozi di alimentazione naturale e biologica. Vanno conservati in frigo e consumati secondo le indicazioni e i tempi diversi per ogni tipologia.
Se si soffre di disturbi gastrointestinali, come il colon irritabile, meglio non consumare i germogli poiché possono creare irritazioni.
Ricordiamoci, anche, che non tutti i germogli sono commestibili! Bisogna evitare i germogli di solanacee, melanzane, peperoni, pomodori. Sono tossici anche quelli delle rosacee (mela, pera, ciliegia e molti altri frutti oltre che fiori come la rosa e il biancospino) in quanto contengono quantità diverse di cianuro.
In cucina i germogli vengono scottati o passati in padella, nelle zuppe di legumi e nei minestroni, nelle frittate, per rendere più buoni e stuzzicanti sformati di verdure, nei frullati, freschi semplicemente in insalata oppure per rendere più saporito e originale l’impasto di dolci e pane, nei ripieni della pasta fresca e per condire in modo “veg” pasta e riso.