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Settembre, il mese che unisce estate e autunno

Settembre, il mese che unisce estate e autunno

Un racconto poetico e intenso su settembre, il mese che unisce la leggerezza dell’estate e la malinconia dell’autunno. Colori, vendemmia e rinascita in un testo che celebra il fascino della natura e il valore del tempo che scorre.

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Settembre, il mese che unisce estate e autunno

Il fascino del cambiamento

Settembre, mese di transizione. È un mese che racchiude in sé simboli e significati, nel suo essere momento di passaggio tra l’estate e l’autunno. E, come tutti i mesi che segnano un cambiamento, porta bilanci e progetti. E riflessioni. Su ciò che è stato e ciò che sarà. È, però, tra tutti, quello che più si fa notare nel cambiamento e, forse, che più si caratterizza per una certa ambiguità. Ci dona giornate calde e soleggiate che tutto hanno dell’estate e che ci fanno desiderare ancora uno scorcio di vacanza e spensieratezza. Ultimi scampoli di mare, di spiagge e passeggiate; ultimi gelati in bar e piazzette, o mano nella mano; percorsi a finestrino aperto con la colonna sonora della bella stagione ancora sintonizzata nella radio e nel cuore.

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I primi segni d’autunno

Al tempo stesso, fa balenare, a volte, i primi sprazzi d’autunno. E li avvertiamo nelle notti più fresche, benché i grilli cantino sempre le loro canzoni; nelle piogge improvvise e scroscianti che ci colgono impreparati come quelle interrogazioni improvvise a scuola, perché ai banchi della vita, spesso, non siamo del tutto preparati; nelle giornate più corte che, dopo la perfetta parità dell’equinozio, tagliano il nastro delle ore di luce per cedere il passo ad un buio che giunge ogni giorno più presto. E, con esso, quel sottile senso di malinconia che accompagna ogni fine. La fine, stavolta, dei giorni di disimpegno e allegria, di quella fuga dalle responsabilità che ci fa sentire, per un attimo, meno adulti e più inclini al gioco. E in pieno diritto di giocare, come se non ci fossero famiglia, lavoro, doveri ad attenderci; ricordandoci inesorabilmente che quel lato bambino che custodiamo gelosamente da qualche parte nelle pieghe dell’anima dovrà andare a dormire per un po’. Fino alla prossima occasione, fino alla prossima estate o, soltanto, al prossimo attimo di festa.

I colori magici della natura

Ma i colori! Ogni stagione ha i propri e sono tutti belli, per una ragione o per l’altra, sempre che si abbia la maturità e la serenità di amarle tutte per i doni che ognuna ci reca. Ma i colori dell’autunno incipiente hanno qualcosa di magico, qualcosa di sottilmente artistico e perfetto nelle loro sfumature. Tutti quei gialli pieni e caldi, quegli infiniti toni di rosso e di bruno che ricoprono di pennellate sontuose boschi e campagne, ma anche alberi o siepi di città, nel loro democratico incedere in ogni contrada e in ogni angolo.

La vendemmia, ponte tra estate e autunno

E le vigne cariche di frutti pronti per la vendemmia, sono il matrimonio perfetto tra l’estate che sta finendo e l’autunno che inizierà. Quei grappoli succosi hanno in sé il calore del sole e il fresco della pioggia, la perfezione che solo madre Natura sa creare e che gli antichi canti della vendemmia raccontavano con amore ad orecchie attente al fluire delle stagioni e della vita.

L’anima che trova bellezza in ogni passaggio

A chi ha il cuore pronto ad accogliere, piuttosto che a lamentarsi, a chi ha l’apertura di capire quanto ogni singolo giorno, nei suoi continui mutamenti, possa regalarci stupore e scoperta, sanno svelare sottili magie che l’arte, ad esempio, ha sempre colto con sapiente maestria. L’ocra, il Terra di Siena, il carminio, non sono solo dei nomi fantasiosi noti a chi abbia qualche nozione di belle arti. Sono quasi uno stato dell’anima, un pensiero che viaggia sul vento fresco dell’autunno che giunge da lontano a ricordarci che la bellezza si trova ovunque, per chi sa guardarla. Anche in una foglia che cade, danzando lentamente verso il suolo, o in un soffio di vento che scompiglia un morbido tappeto di sottobosco, o in uno spicchio di corteccia bruna che custodisce, dormienti, le gemme che verranno un giorno a portarci una nuova primavera e una rinascita.

La promessa della rinascita

Perché ciò che ci appare come una fine è, in realtà, un sonno apparente, custode della vita che mai si ferma. E tutto ciò che abbiamo amato nella bella stagione è pronto a tornare, in un’esplosione di rinascita che non potrà mai finire.

Come quando l’estate scivola nell’autunno
eppure preferiamo di più dire
l’estate che l’autunno, per paura
di mandar via il sole
E quasi reputiamo un affronto
ammettere la presenza
di chi, anche se incantevole, non è
colui che abbiamo amato

[Emily Dickinson]

Settembre, il mese che unisce estate e autunno

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Alfio Mirone
Alfio Mirone
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