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Nel cuore di Trastevere nasce IA OH, un temporary restaurant unico nella Fattoria Urbana di Ripa Grande: un viaggio tra cucina, storia e convivialità, dove il passato dialoga con il presente e ogni piatto racconta Roma.
IA OH Trastevere: il temporary restaurant nella Fattoria Urbana di Roma
“Quello era il Pub in cui Arthur si trovava quando era scoccata la fatidica ora di pranzo durante la quale prima la sua casa w poi l’intero pianeta Terra erano stati demoliti o, meglio, erano stati apparentemente demoliti. Ma no, perdio, erano stati demoliti sul serio perché, se così non fosse stato, dove cavolo e diavolo sarebbe stato lui negli ultimi otto anni?”. D. Adams
Non avevo una meta precisa quando sono partito. Solo il bisogno di allontanarmi da tutto: dal rumore, dagli impegni, dai pensieri che giravano a vuoto nella testa. Cercavo qualcosa, anche se non sapevo bene cosa. O forse cercavo me stesso, se ancora c’ero. Oggigiorno, e il più delle volte, i viaggi sono programmati per filo e per segno. Si conoscono già la data di partenza, i luoghi da esplorare, il tempo per riposarsi e il tempo per comprendere, si sa già dove dormire e dove mangiare, cosa visitare e cosa no; tempi e luoghi. Difficilmente si esce da una strada già tracciata.
IA OH Trastevere: il temporary restaurant nella Fattoria Urbana di Roma
Eppure, il bello del viaggio sta anche nella scoperta, nel cambiare strada e direzione, uscire dalla via maestra per perdersi e scoprire cose nuove e poi ritrovarsi ancora sul percorso principale per riprendere il viaggio, e andare avanti verso nuove piccole o grandi scoperte.
Il viaggio è divertimento, spensieratezza ma anche un modo per imparare a conoscerci, per mettere alla prova paure e certezze, e soprattutto per alimentare la nostra curiosità. Se non si ha tempo e modo di affrontare un viaggio lungo dove prendere da soli le proprie decisioni, si può provare, in piccolo, a fare la stessa esperienza dentro un labirinto, simbolo per eccellenza di viaggio esteriore e interiore.
Quante volte ci sentiamo persi, confusi, bloccati in situazioni che sembrano senza via d’uscita? Quante volte ci troviamo a ripetere gli stessi errori, a percorrere strade che non portano da nessuna parte? Il labirinto riflette questa nostra condizione umana, con le sue sfide, le sue illusioni, le sue false piste.
Ma il labirinto non è solo un simbolo di smarrimento. È anche, e soprattutto, un invito al coraggio, alla perseveranza, alla ricerca della verità. Ogni svolta, ogni vicolo cieco, è un’opportunità per imparare, per crescere, per sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e del mondo circostante. Il Labirinto è l’essenza del viaggio, dell’esplorazione. Cercare nuove strade, perdersi e ritrovarsi, è inconsciamente anche un modo per affrontare un viaggio dentro di noi. Ed è così che dovrebbero essere tutti i viaggi, una migrazione e una conoscenza verso nuovi posti, ma anche un cammino per una coscienza del sé.
È Un Viaggio tra Passato e Presente, proprio nel cuore più autentico di Roma, dove le pietre raccontano storie e i vicoli respirano secoli di vita, qui nasce: IA OH @iaoh_fattoria_urbana, temporary restaurant immerso nella Fattoria Urbana di Ripa Grande, a Trastevere. Un luogo che non è solo cibo, ma racconto, memoria e innovazione.
Siamo nel rione Trastevere, ma non nel caos turistico delle piazze più note. Qui, in un angolo quasi segreto tra la via di Ripa Grande e il Tevere, sorgeva nel Seicento la dimora di una figura tanto affascinante quanto discussa: Donna Olimpia Maidalchini, nota alla storia come la Papessa. Nobildonna ambiziosa, moglie di Pamphilj e, secondo le cronache (e le malelingue dell’epoca), confidente e amante del cognato Papa Innocenzo X, Donna Olimpia fu una vera protagonista della Roma barocca.
Il terreno su cui oggi si sviluppa la Fattoria Urbana conserva ancora le tracce di questo passato: qui sorgevano orti, magazzini papali e una piccola villa, poi inglobata nelle trasformazioni urbanistiche dell’Ottocento. Ed è proprio qui che nasce l’idea di far rivivere lo spirito del luogo attraverso una nuova forma di convivialità, cucina contemporanea e radici antiche.
Il nome IA OH sembra quasi un grido gioioso, infantile, istintivo. E infatti questo progetto vuole riscoprire il piacere semplice della tavola, con piatti che celebrano la stagionalità, la sostenibilità e i prodotti locali.
Il menu è una narrazione culinaria: piatti che si ispirano alla tradizione contadina romana, come la Panzanella “della Masseria”, piatto, come gli altri, accompagnato da una selezione di vini naturali e biodinamici, scelti da piccoli produttori laziali e italiani, in linea con lo spirito agricolo del luogo: Lafrea Favorita Langhe DOC Poderi Cellario www.podericellario.it/i-vini/. Uve 100% Favorita (varietà autoctona legata al Vermentino) cui il nome deriva dal fatto che in passato era la varietà preferita da re Vittorio Emanuele II. Un bianco elegante e aromatico, espressione pura di un vitigno antico che con la sua freschezza e sapidità si abbina perfettamente alla pietanza.
IA OH sarà aperta solo per un periodo limitato, rendendo ogni visita un’occasione irripetibile. Il concept stesso del temporary restaurant valorizza l’esperienza effimera: si mangia sotto le stelle, circondati da orti urbani, arte partecipativa e installazioni temporanee. Tutto è pensato per creare una connessione tra chi cucina, chi serve e chi mangia, in un dialogo continuo tra territorio, memoria e futuro.
Mangiare qui non è solo soddisfare il palato: è entrare in una dimensione in cui la cucina diventa mezzo per riscoprire la storia. L’eco di Donna Olimpia aleggia tra le frasche, tra i racconti delle “guide” che, su richiesta, accompagnano i commensali in brevi tour storico-sensoriali, svelando aneddoti e segreti della “Papessa” e del suo tempo.
IA OH Trastevere alla Fattoria Urbana di Ripa Grande è molto più di un ristorante: è un viaggio. Un viaggio tra le radici contadine di Roma, tra le ombre affascinanti del Seicento e le sfide contemporanee della sostenibilità, dell’identità gastronomica e della convivialità autentica. Chi ha la fortuna di sedersi a uno dei suoi tavoli temporanei porterà con sé il sapore della terra, l’eco della storia e un ricordo che sa di eterno.
Tagliare il pane a cubetti o a fette rustiche, metterlo in una ciotola e bagnarlo con acqua e un po’ di aceto. Lasciarlo ammorbidire per 10–15 minuti, strizzalo bene con le mani per eliminare l’eccesso di liquido.
Lavare e tagliare i pomodori a cubetti. Metterli in un colino con un po’ di sale per farli scolare e perdere l’acqua in eccesso (10 minuti circa).
In una ciotola capiente, unire il pane strizzato, i pomodori scolati, le olive leccine e l’origano. Aggiungere un filo generoso di olio extravergine, un pizzico di sale e pepe, e mescolare bene.
Distribuire la panzanella nel piatto per impiattare, aggiungere sopra qualche cucchiaio di stracciatella di bufala. Completare con foglie di basilico fresco, ancora un filo d’olio e una spolverata extra di origano.
IA OH Trastevere