Ingredienti
Method
- Impasto
- Sciogliere il lievito nell’acqua con lo zucchero.
- In planetaria con gancio inserire farina e patate schiacciate.
- Avviare l’impasto aggiungendo gradualmente il liquido.
- Quando la massa inizia a compattarsi, incorporare lo strutto poco alla volta.
- Unire sale e pepe solo negli ultimi minuti.
- Lavorare fino a ottenere un impasto liscio, elastico e ben incordato.
- Formare una palla, coprire e lasciare lievitare a 26°C per circa 3 ore o fino al raddoppio.
- Farcitura e formatura
- Stendere l’impasto in un rettangolo spesso circa 1 cm.
- Distribuire uniformemente salame, provolone, pecorino e uova.
- Arrotolare strettamente dal lato lungo, sigillando con cura.
- Formare una ciambella e sistemarla nello stampo precedentemente unto.
- Lasciare lievitare ancora 80–90 minuti, finché l’impasto raggiunge il bordo.
- Cottura
- Spennellare delicatamente con uovo battuto.
- Cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per 55–65 minuti.
- Il tartano deve risultare ben dorato, con crosta brunita e profumata.
- Se necessario, coprire con carta forno negli ultimi minuti per evitare eccessiva colorazione.
- Riposo
- Sfornare e lasciare riposare almeno 2 ore prima di tagliare.
- Il giorno successivo raggiunge la massima armonia aromatica.
Note
Casatiello e Tartano: qual è la differenza?
Spesso vengono confusi, ma non sono la stessa cosa.
Il casatiello è la versione più iconica: le uova intere, con il guscio, vengono adagiate sulla superficie e fermate con strisce di impasto incrociate. È un simbolo pasquale forte, visivo, quasi rituale.
Il tartano, invece, è più “raccolto”. Le uova vengono inserite all’interno dell’impasto insieme a salumi e formaggi. Non ha decorazioni esterne, ma punta tutto sulla morbidezza e sull’equilibrio del ripieno.
Entrambi nascono dalla tradizione campana e condividono l’impasto ricco di pepe, strutto e formaggi.
La differenza è soprattutto estetica e simbolica.
Il casatiello racconta la Pasqua con un segno evidente.
Il tartano la racconta al taglio.
"Due forme diverse, un’unica identità: la festa che si impasta e si condivide."
Spesso vengono confusi, ma non sono la stessa cosa.
Il casatiello è la versione più iconica: le uova intere, con il guscio, vengono adagiate sulla superficie e fermate con strisce di impasto incrociate. È un simbolo pasquale forte, visivo, quasi rituale.
Il tartano, invece, è più “raccolto”. Le uova vengono inserite all’interno dell’impasto insieme a salumi e formaggi. Non ha decorazioni esterne, ma punta tutto sulla morbidezza e sull’equilibrio del ripieno.
Entrambi nascono dalla tradizione campana e condividono l’impasto ricco di pepe, strutto e formaggi.
La differenza è soprattutto estetica e simbolica.
Il casatiello racconta la Pasqua con un segno evidente.
Il tartano la racconta al taglio.
"Due forme diverse, un’unica identità: la festa che si impasta e si condivide."
